Stellantis punta a internalizzare la produzione della componentistica

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Importanti novità in arrivo per il futuro produttivo di Stellantis. L’azienda, infatti, modificare la sua catena di approvvigionamento dei componenti avviando un programma di internalizzazione. La conferma arriva da un’indiscrezione lanciata dal Corriere della Sera che ha anticipato il possibile cambio di strategia di Stellantis, per quanto riguarda le attività produttive in Italia in particolare del gruppo.

Andando in netta contro-tendenza con quanto fatto da FCA negli ultimi 20 anni, Stellantis potrebbe riportare all’interno delle fabbriche la produzione di un gran numero di componenti necessari al completamento della procedura di assemblaggio dei veicoli nei suoi stabilimenti. Il progetto potrebbe riguardare, in particolare, tutti i componenti di semplice produzione e la cui realizzazione non richiederebbe grandi investimenti.

In questo modo, Stellantis potrebbe abbattere i costi di produzione di molti stabilimenti. L’internalizzazione della produzione di alcuni componenti, inoltre, permetterebbe di ridurre l’oramai immancabile ricorso alla cassa integrazione per diversi stabilimenti del gruppo. I lavoratori attualmente in esubero verrebbero dirottati su questi nuovi progetti, agevolando il taglio degli ammortizzatori sociali.

Anche la riconversione di alcuni stabilimenti, come i siti dove vengono prodotti motori diesel, potrebbe essere agevolata dall’avvio della produzione di componenti e dalla modifica della catena di approvvigionamento del gruppo, almeno per quanto riguarda le attività italiane. Secondo il Corriere, ci sarebbero decine di componenti per cui sarebbe possibile un internalizzazione già dalla fine dell’anno in corso. Da notare che il 10% della componentistica sarebbe già stata riportata negli stabilimenti di Stellantis.

Gli effetti sulla filiera automotive della decisione di Stellantis

Il progetto di Stellantis potrebbe dare un colpo molto duro alla filiera automotive italiana specializzata in componentistica. Tale filiera impiega circa 160 mila addetti di cui il 60% sono concentrati in Lombardia e Piemonte. Molte di queste aziende da anni lavorano esclusivamente con FCA e la perdita delle commissioni potrebbe risultare drammatica. Secondo le informazioni rivelate dal Corriere della Sera, le aziende a cui Stellantis ha tolto parte delle commesse, internalizzando la produzione, avrebbero già tagliato a loro volta i contratti con subfornitori.

Continuano le uscite volontarie per gli stabilimenti Stellantis in Italia

In attesa di capire quali saranno le scelte legate alla produzione di componentistica, continua il programma di uscite volontarie per i lavoratori italiani di Stellantis. In questa settimana sono stati raggiunti importanti accordi tra l’azienda e i sindacati. L’obiettivo è agevolare le uscite di centinaia di lavoratori per ridurre la forza lavoro dei vari stabilimenti. In particolare, i siti coinvolti sono Mirafiori, Grugliasco e Termoli.

Nel prossimo futuro, i lavoraotri di Stellantis in Italia dovrebbero ridursi in modo significativo. Per ora, infatti, alle uscite agevolate volontarie non dovrebbero seguire nuove assunzioni. La politica di taglio dei costi avviata dal gruppo prevede una massiccia riorganizzazione delle attività interne. Maggiori dettagli arriveranno, di certo, nel prossimo futuro.

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