Stellantis: le richieste dei sindacati italiani al Governo

La Fiom-Cgil chiede un rapido intervento del Governo per il settore automotive italiano
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Continuano gli incontri tra sindacati e Governo in merito alla situazione del sistema automotive italiano e, in particolare, ai programmi futuri di Stellantis. Dopo l’incontro della scorsa settimana, che ha visto la partecipazione anche dei vertici di Stellantis, il tavolo automotive al Ministero dello Sviluppo Economico è andato avanti. In occasione dell’ultimo incontro, i rappresentati della Fiom-Cgil hanno chiesto un rapido intervento da parte del Governo con l’obiettivo di assicurare un solido futuro al settore.

La conferma è arrivata da Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, che ha sottolineato: “abbiamo chiesto un tavolo che raggiunga un accordo per garantire durante la transizione industriale ecologica la garanzia occupazionale“. L’attenzione dei sindacati è concentrata sul prossimo 8 luglio quando Stellantis presenterà il suo piano industriale sull’elettrificazione in occasione dell’evento Electrification Day.

Per la Fiom-Cgil è necessario realizzare la Gigafactory in Italia, “C’è una candidata naturale che è Torino, a Mirafiori” sottolinea De Palma, ed avviare un programma più strutturato per la transizione verso l’elettrico. Continua De Palma: “c’è bisogno di un piano che garantisca i veicoli ibridi ed elettrici su tutti gli stabilimenti’, per questo la Fiom-Cgil, chiede ‘un patto di 5 anni sull’occupazione, perché siamo alla fine del piano di Fca e all’inizio del piano di Stellantis. Vogliamo un accordo che garantisca la piena occupazione e no i licenziamenti”.

Le difficoltà degli stabilimenti italiani di Stellantis

Il primo semestre del 2021 si avvia alla conclusione. Per gli stabilimenti italiani di Stellantis, i risultati registrati in questa prima parte del 2021 sono stati molto complicati. Il caso più evidente è quello di Melfi che si avvia ad un ridimensionamento, nonostante i vari investimenti di FCA degli ultimi anni, in vista del passaggio all’elettrico che avverrà soltanto nel 2024 con la partenza della produzione dei quattro modelli anticipati da Stellantis.

C’è poi il polo torinese costituito da Mirafiori e Grugliasco, ancora in attesa di un rilancio che potrebbe concretizzarsi con l’avvio della produzione dei nuovi modelli Maserati (saranno quattro in totale) e la costruzione della Gigafactory. Nel frattempo, il presente è caratterizzato da cassa integrazione e produzione ai minimi termini nonostante il debutto della Fiat 500 Elettrica avvenuto lo scorso anno.

fiat 500 elettrica

A Cassino, invece, si attende l’avvio della produzione del Maserati Grecale che arriverà sulle linee in autunno. Nel frattempo, la produzione di Alfa Romeo Giulia e Stelvio è bloccata fino alla seconda settimana di luglio. Da segnalare anche il caso di Pomigliano d’Arco dove il rinvio al prossimo anno dell’Alfa Romeo Tonale allontana il raggiungimento del traguardo della piena occupazione e lo stop agli ammortizzatori sociali.

Ci sono poi i casi degli stabilimenti di produzione di motori, come Termoli e Pratola Serra, in forte crisi da tempo. A Modena, invece, la produzione procede a ritmo sostenuto grazie al debutto della nuova Maserati MC20 che sta registrato ottimi risultati. Staremo a vedere quali saranno i progetti che Stellantis annuncerà per il futuro del settore automotive italiano.

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