Stellantis: più uscite che nuove assunzioni con la transizione elettrica

stellantis mirafiori

I piani di Stellantis diventano sempre più chiari per quanto riguarda la cosiddetta transizione elettrica in Italia. Puntare sulla creazione di una gamma elettrificata avrà delle conseguenze sulle attività degli stabilimenti del gruppo in Italia e, almeno inizialmente, comporterà una riduzione della forza lavoro impegnata. Il piano di Stellantis, recentemente presentato al Ministero del Lavoro con annessa richiesta di ulteriore cassa integrazione (fino a un massimo di 4810 lavoratori, con una riduzione del 20 per cento del salario), è chiaro.

Stellantis punta ad avviare un piano di uscite anticipate per circa 390 dipendenti che a novembre di quest’anno avranno raggiunto almeno 20 anni di contributi e siano a due anni dal raggiungimento dei requisiti di pensionamento per anzianità. Contestualmente, è previsto l‘avvio del programma di formazione per 6.500 lavoratori, quasi tutti dislocati nel polo torinese del gruppo, destinato a diventare un importante riferimento della produzione dei modelli elettrificati di Stellantis nel corso dei prossimi anni.

Da notare, inoltre, che il gruppo prevede circa 130 nuove assunzioni, anche in questo caso concentrate prevalentemente nel polo torinese. In questo modo, al termine del progetto, si registrerà una riduzione della forza lavoro complessiva e un importante programma di aggiornamento delle competenze, mirato a sostenere lo sviluppo di modelli elettrici nel corso del prossimo futuro.

Ricordiamo che, nelle scorse settimane, i sindacati hanno già avviato accordi diretti con Stellantis per uscite anticipate a Grugliasco e a Mirafiori (oltre che in altri stabilimenti del gruppo sparsi in Italia). L’obiettivo è chiaro. Per sostenere la transizione elettrica è necessario applicare una massiccia politica di taglio dei costi e, quindi, una riduzione di tutto il personale in surplus. Nel corso del prossimo futuro, il numero di addetti negli stabilimenti di Stellantis sarà nettamente inferiore.

fiat 500 elettrica

Il futuro del polo torinese di Stellantis

Sarà l’elettrificazione il punto di riferimento del polo torinese di Stellantis nel corso dei prossimi anni. Tali progetti, però non prevedono la realizzazione della Gigafactory, che verrà realizzata a Termoli con la riconversione delle Meccaniche dove oggi si realizzano motori a benzina (presto anche mild hybrid) e cambi per vari modelli del gruppo.

Il futuro del polo torinese sarà legato a doppio filo a Maserati. Il marchio del Tridente potrebbe realizzare in Piemonte ben quattro modelli della sua gamma futura. La nuova generazione di GranTurismo, in arrivo nel 2022, sarà il primo modello ad entrare in produzione a Mirafiori e sarà seguita dalla nuova GranCabrio. Successivamente, dovrebbero arrivare anche le nuove generazioni di Quattroporte e Levante.

Da notare che per Mirafiori e Grugliasco potrebbe esserci anche Alfa Romeo nel futuro. La casa italiana, infatti, potrebbe realizzare in uno dei siti piemontesi i nuovi modelli di segmento E da destinare ad alcuni mercati chiave come il Nord America. Per avere un’idea chiara su quello che sarà il futuro degli stabilimenti, in ogi caso, sarà necessario attendere il piano industriale di Stellantis in arrivo entro fine anno.

Nel frattempo, continuerà a Mirafiori la produzione della Fiat 500 Elettrica. La city car a zero emissioni è il primo passo di un programma più articolato che renderà l’elettrico un riferimento assoluto del polo torinese. Continuate a seguirci per saperne di più.

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