Stellantis: i sindacati chiedono chiarezza per il futuro di Melfi

Il mese di maggio è iniziato con un lungo stop produttivo a Melfi
stellantis-melfi

Il mese di maggio è iniziato con una brutta notizia per lo stabilimento Stellantis di Melfi, in cassa integrazione almeno fino al 30 maggio e con uno stop produttivo totale fino al 10 maggio. Il sito lucano, che fino allo scorso anno sembrava destinato ad un futuro caratterizzato da una piena produzione (e occupazione), è entrato da alcuni mesi in una fase molto difficile.

La crisi dei chip e la pandemia stanno creando non poche difficoltà allo stabilimento dove Stellantis realizza le Jeep Compass e Renegade e la Fiat 500X. Dalla metà del mese di febbraio, infatti, si registra un costante ricorso alla cassa integrazione affiancata da diversi blocchi totali della produzione nello stabilimento che, ricordiamo, impiega oltre 7 mila addetti.

In merito al futuro di Melfi, arrivano le richieste dei sindacati che già da tempo hanno lanciato l’allarme sulla situazione dello stabilimento (e del suo enorme indotto). Marco Lomio della Uil-Uilm sottolinea “dopo la riunione del 15 aprile a Torino vorremmo capire realmente quali sono i piani futuri legati a Melfi e poterci confrontare con l’azienda. Invece continua ad essere intaccato il salario dei lavoratori”.

Sulla delicata situazione dello stabilimento di Melfi, interviene anche Riccardo Evangelista della Fim-Cisl che richiama l’attenzione delle istituzioni: “Sappiamo che ci potranno essere altre fermate per questo sarebbe opportuno un intervento del governo, per ora assente da questo confronto che non riguarda solo Melfi, Stellantis e l’occupazione nel Sud, ma tutto il settore auto del Paese”.

Rinviati i piani di crescita annunciati nel 2020

La nascita di Stellantis doveva essere accompagnata da una forte crescita produttiva per Melfi. Nel corso del 2020, dopo aver avviato la produzione della Compass e delle varianti ibride di Compass e Renegade, FCA aveva annunciato un importante progetto di crescita per Melfi. Dal mese di febbraio 2021, infatti, il programma prevedeva l’avvio di un terzo turno di lavoro e la fine degli ammortizzatori sociali per 1.500 operai.

Nel corso delle prime settimane del 2021, però, i piani sono cambiati completamente. Per Melfi è arrivata la conferma dell’estensione della cassa integrazione con la cancellazione dei piani relativi al terzo turno di lavoro (rinviati a data da definirsi). Per ora, l’azienda non ha fornito alcun dettaglio in merito ai programmi futuri ed alle strategie da adottare per superare la crisi di Melfi.

Il nuovo stop di inizio maggio conferma il momento difficile. Sarà necessario attendere ancora diverse settimane prima di poter ottenere maggiori informazioni in merito a quelle che saranno le strategie per superare la crisi. Nel frattempo, l’allarme lanciato dai sindacati è rimasto, per ora, inascoltato.

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