Gigafactory a Termoli: il Piemonte si sente tradito

Ecco le dichiarazioni del sindaco di Torino e del Governatore del Piemonte
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Nel corso della giornata di oggi, durante l‘EV Day, l’evento in cui è stata ufficializzata la strategia di elettrificazione del gruppo, Stellantis ha annunciato la volontà di realizzare una Gigafactory in Italia. Il nuovo impianto per la produzione di batterie per auto elettriche, però, non sarà realizzato a Mirafiori, come anticipato da più fonti nel corso delle ultime settimane.

La Gigafactory italiana di Stellantis sarà realizzata a Termoli. Lo stabilimento molisano viene oggi utilizzato per produrre motori a benzina e cambi per diversi modelli del gruppo ed impegna oltre 2 mila addetti. Il gruppo ha così confermato la volontà di “riconvertire” gli impianti di produzione di motori in impianti di produzione di batterie per auto elettriche per agevolare la transizione elettrifica dal punto di vista industriale.

La scelta di realizzare la Gigafactory a Termoli è un grande successo per l’Italia ma si accompagna alla delusione di chi si aspettava che il progetto venisse collocato in un’altra regione. Dal Piemonte, infatti, iniziano ad arrivare i primi dissensi in merito alla scelta di Stellantis. Il gruppo però ha scelto in base alla necessità di riconvertire impianti di produzioni di motori termici e non in base a questioni geografiche.

Le dichiarazioni delle istituzioni locali piemontesi sulla Gigafactory a Termoli

Subito dopo l’annuncio di Stellantis, sono arrivate le dichiarazioni ufficiali del sindaco di Torino, Chiara Appendino, e dal presidente del Piemonte, Alberto Cirio. In una nota congiunta, pubblicata dai media nazionali, i rappresentanti delle istituzioni locali si dicono traditi dalla scelta di Stellantis ufficializzata nel corso della giornata di oggi. La Gigafactoy, secondo Appendino e Cirio, doveva essere realizzata a Mirafiori.

Ecco le parole dei due rappresentanti delle istituzioni piemontesi: “Questa decisione tradisce Torino. Tradisce il Piemonte, la sua storia, i suoi lavoratori, le sue università ed in generale una terra che ha inventato l’auto, ha investito, ha rischiato. Una terra che ha un credito enorme verso questa azienda e verso questo Stato”

Appendino e Cirio chiamano in causa anche il Governo che, a loro dire, avrebbe dovuto appoggiare la scelta di realizzare la Gigafactory in Piemonte: “Oggi ci sentiamo traditi e chi è tradito prova rabbia. Una rabbia che chi, come noi, ha responsabilità istituzionali deve trasformare in una azione. Attendiamo di avere parole chiare da Roma per capire su che basi questa scelta sia stata condivisa con il governo. Convocheremo già domani tutte le istituzioni piemontesi”.

Il commento dei sindacati

Il segretario generale della Fiom torinese, Edi Lazzi, dopo essersi schierato a favore della realizzazione della Gigafactory a Mirafiori sottolinea: “E’ sicuramente un risultato straordinario per il nostro Paese anche se continuo a pensare che l’allocazione ideale era proprio Mirafiori per le ragioni ricordate durante la nostra manifestazione di lunedì. Adesso bisogna immediatamente iniziare a ragionare su quale missione produttiva per gli stabilimenti italiani complessivamente e in particolar modo per quelli torinesi”.

Le parole del rappresentate dei lavoratori piemontesi sono molto importanti. Lazzi, infatti, ribadisce che la realizzazione dell’impianto di produzione delle batterie a Termoli è un successo per l’Italia ma ricorda, nello stesso tempo, l’importanza di accelerare per un piano di sviluppo del polo torinese che impiega direttamente 11 mila persone e che può contare su di un indotto notevole.

Nel corso dei prossimi mesi, Stellantis sarà chiamata a chiarire quelli che saranno i programmi per Mirafiori e Grugliasco. I due stabilimenti dovranno ricevere nuovi investimenti che avranno il compito di garantire un futuro per i lavoratori. Ricordiamo che l’azienda prevede di avviare la produzione di diversi modelli Maserati nel polo torinese a partire dalla nuova GranTurismo che debutterà nel 2022. Continuate a seguirci per saperne di più.

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