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General Motors dichiara guerra aziendale a Fiat Chrysler

General Motors accusa la Fiat di aver corrotto i sindacati

La causa avviata da General Motors contro Fiat Chrysler Automobiles è una bomba legale per l’industria automobilistica statunitense. GM illustra in modo forense come FCA avrebbe presumibilmente cospirato per molti anni per incanalare i pagamenti ai funzionari UAW, corrompere il processo di contrattazione collettiva sui salari e quindi garantire un vantaggio competitivo. In sostanza, sta cercando di riscrivere il decennio passato della storia dell’industria automobilistica americana.

Secondo General Motors, la fusione della Fiat italiana con la Chrysler del Michigan e il loro successivo rinascimento sotto la guida di Sergio Marchionne si è basata sulla corruzione. Potrebbe essere difficile provare parti del suo caso, in particolare l’affermazione che l’obiettivo della presunta cospirazione era di indebolire GM e costringerlo a una fusione con Fiat.

La società italiana afferma che la causa è infondata, il che implica che l’eventuale corruzione sarebbe stata un caso di poche mele marce. Questa è una difesa imbarazzante, però: i pubblici ministeri federali hanno accusato i dirigenti della FCA di aver cercato di mantenere “grossi, stupidi e felici i funzionari sindacali” e tre dirigenti della società si sono dichiarati colpevoli di varie accuse.

Indipendentemente dal fatto che General Motors riesca a ottenere un risarcimento di miliardi di dollari dal suo rivale, la causa sembra calcolata per punire la Fiat e destabilizzare il suo recupero. La proposta fusione di Fiat con la francese Peugeot PSA, un potenziale contratto di lavoro con la UAW e la reputazione del defunto Marchionne sono in bilico. Le relazioni tra le due case automobilistiche e con i sindacati americani non saranno più le stesse.

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