Stellantis dovrà gestire una capacità produttiva in eccesso

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Mentre la fusione tra Fiat e PSA che farà nascere Stellantis non dovrebbe portare alla chiusura di stabilimenti, alcuni siti industriali dei due gruppi erano fermi in Europa, anche prima dell’arrivo della pandemia che ha paralizzato parte dell’attività. Non chiudere una fabbrica: questo è l’impegno preso da PSA e FCA quando hanno ufficializzato il loro progetto di fusione nell’ottobre 2019 , impegno che da allora è stato più volte confermato.

All’inizio del 2021, la fusione tra i francesi e gli italo-americani è entrata nella sua fase finale. È stata appena convalidata dagli azionisti per una fusione che sarà finalizzata il 16 gennaio, che darà vita al quarto produttore automobilistico a livello mondiale: Stellantis. L’operazione non dovrebbe quindi comportare a breve termine la chiusura di siti industriali. Il nuovo gruppo avrà poco più di quaranta stabilimenti di assemblaggio (senza contare gli impianti di produzione dei componenti), ma non tutti mostrano la stessa salute. Per quanto riguarda il loro tasso di utilizzo, alcune fabbriche sono anelli deboli nel piano industriale del futuro complesso denominato Stellantis.

Questo è in particolare il caso di FCA, per la quale marchi come Dodge o RAM sono sicuramente in buona forma negli Stati Uniti. Ma la situazione è meno rosea in Europa. La quota di mercato di Fiat in Francia ad esempuo è passata dal 3,24% del 2019 al 2,57% dello scorso anno, come riporta un articolo di Les Echos . Principali punti neri: le fabbriche Fiat italiane, alcune delle quali erano già al minimo prima della pandemia.

Ne sono un buon esempio i siti di Grugliasco ( Maserati Ghibli e Quattroporte ), Modena (Maserati Gran Turismo e Gran Coupé) e Cassino (Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio ). Queste fabbriche hanno tassi di utilizzo molto bassi, inferiori al 40% nel 2019, tassi che ovviamente con la crisi sanitaria sono ulteriormente diminuiti lo scorso anno. Tuttavia, una fabbrica di automobili è considerata redditizia dall’80% del suo utilizzo della capacità. Il sito di Melfi, che assembla i modelli più popolari Fiat 500X, Jeep Compass e Renegade, ha raggiunto un picco di utilizzo del 67% nel 2019, ma ha comunque limitato il calo al 62% nel 2020. Vedremo dunque come il nascente gruppo risolverà il problema.

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