Le Ferrari di Gianni Agnelli, esposte al Museo Enzo Ferrari di Modena

Le Ferrari di Gianni Agnelli
Le Ferrari di Gianni Agnelli

Al Museo Enzo Ferrari di Modena, una mostra raccoglie le vetture ” del cavallino rampante” che Gianni Agnelli commissionò su misura ancor prima che Fiat acquistasse il marchio. Deceduto nel 2003, l’influente industriale noto in Italia come l’Avvocato, avrebbe compiuto 100 anni nel 2021.

“Gianni Agnelli e Ferrari. L’Eleganza del Mito”. Il titolo della mostra ha la strana virtù di essere preciso e ambiguo. Chi o cosa è più elegante, Gianni Agnelli, con i suoi abiti sartoriali del sarto milanese A. Careceni e l’orologio sopra il polsino della camicia, o una Ferrari 375 America del 1955? Inoltre, a chi si può attribuire di più il mito, le imponenti vetture sportive del cavallino o l’uomo che ha fatto della Fiat e per estensione dell’industria automobilistica italiana, un riferimento?

Forse entrambi. E la prova migliore si può trovare nei prossimi mesi al Museo Enzo Ferrari di Modena. Fino alla fine di quest’anno, nelle sue strutture possono essere viste un totale di nove vetture del marchio legato all’Avvocato, come era noto l’imprenditore italiano.

La maggior parte delle nove auto sono commissionate da Agnelli, grande estimatore delle vetture sportive di Maranello fin da giovane e, dal 1969, comproprietario del marchio. Era il 21 giugno di quell’anno quando fu annunciata l’acquisizione da parte di Fiat del 50% di Ferrari, quota che raggiunse il 90% alla fine degli anni 80. Dopo la fusione tra Fiat e Chrysler, il gruppo risultante lasciò la partecipazione in quanto tale di Ferrari, ma il legame della Agnelli è mantenuto attraverso il suo braccio di investimento, Exor NV. Il presidente della Ferrari oggi è, infatti, John Elkann, nipote di Gianni Agnelli.

Al di là degli interessi commerciali, l’Avvocato era un devoto ammiratore delle auto di Enzo Ferrari. Più di due decenni prima di investire in azienda, a soli 27 anni, aveva già ordinato la sua prima vettura custom a Maranello, la prima di quelle ora esposte a Modena. Si tratta di una Ferrari 166 M, presentata al Salone di Torino del 1948.

Allestita da Touring e progettata per partecipare alla Mille Miglia, la famosa gara di durata sulle strade italiane, la leggenda vuole che sia stato lo stesso Agnelli a commentare che sembrava una barca. Da allora, le caratteristiche auto da corsa decappottabili Ferrari dei due decenni successivi divennero note come “barchetta” . Dipinta di blu e verde, la personalizzazione commissionata da Agnelli arriva soprattutto agli aspetti della cabina.

Nella mostra è anche possibile vedere una Ferrari 212 Inter del 1952 con carrozzeria bicolore blu e bianca e con due potenti fari anteriori e una bellissima 375 America di tre anni dopo, con carrozzeria Pininfarina e interni personalizzati, tra gli altri dettagli con un orologio al centro del tunnel.

Uno dei gioielli in mostra è la Ferrari 400 Superamerica, sempre carrozzata da Pininfarina, in grigio. Dotata di un motore V12 da 4 litri, era un’auto molto speciale per l’industriale italiano e davvero unica con dettagli come il suo radiatore anteriore quadrato. Agnelli ha ordinato che non portasse il logo Ferrari, ma oggi, come si può vedere nel campione, lo fa: il suo attuale proprietario voleva il cavallino rampante sul cofano.

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