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FCA: nessuna riduzione o cancellazione del dividendo eccezionale

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Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ha dichiarato che i termini della sua fusione con il gruppo PSA non sono cambiati. La dichiarazione è stata effettuata a seguito di informazioni trasmesse dal quotidiano economico italiano Il Sole 24 Ore che suggerisce che il produttore stava cercando di cedere attività per ridurre il pagamento dei dividendi di 5,5 miliardi di euro che aveva pianificato di realizzare ai suoi azionisti nel contesto della fusione con PSA. FCA ha dichiarato di attenersi all’accordo siglato con PSA lo scorso dicembre, prima che la crisi di Covid-19 avesse gravemente attenuato la domanda di veicoli. “La struttura e i termini della fusione sono stati concordati e rimangono invariati”, ha detto un portavoce della casa automobilistica.

Alla fine della scorsa settimana, il quotidiano italiano Il Sole 24 Ore ha indicato che FCA stava studiando le varie opzioni che potevano essere previste al fine di poter ridurre l’eccezionale dividendo che doveva pagare ai suoi azionisti nel contesto della transazione. Il giornale ha aggiunto che il costruttore stava considerando in particolare possibili vendite di attività.

Secondo il quotidiano, FCA cercherebbe di ridurre o addirittura annullare il pagamento di questo eccezionale dividendo di 5,5 miliardi di euro in modo che la nuova entità risultante dalla fusione possa avere liquidità migliore per far fronte alle attuali difficoltà generate dalla crisi del coronavirus. Il quotidiano economico afferma che FCA potrebbe cercare risparmi riducendo il valore del dividendo eccezionale, considerando al contempo la consegna di attività agli azionisti come compensazione.

Il Sole 24 Ore ha anche affermato che i colloqui erano in una fase molto precoce e che non era stata presa alcuna decisione, aggiungendo che l’obiettivo era di mantenere il valore di 5,5 miliardi di euro di dividendo eccezionale, ma trasformando la sua “natura” da denaro ad attività. Secondo il quotidiano italiano, FCA e PSA stanno studiando in particolare la possibilità di dividere la loro joint venture Sevel, che produce furgoni. Sevel, che produce furgoni nello stabilimento di Atessa nell’Italia centrale, il più grande impianto di assemblaggio di furgoni in Europa, potrebbe essere valutato tra 2,5 e 3 miliardi di euro.

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