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300 SRT Pacer: la Chrysler che rende omaggio alla Valiant

300 SRT Pacer: la Chrysler che rende omaggio alla Valiant

Chrysler ha aumentato la nostalgia del nel cuore degli appassionati, rivelando una versione tributo 300 SRT Pacer in omaggio alla Chrysler Valiant Pacer del 1969. Al momento è solo un tributo, ma Chrysler metterà effettivamente in produzione una versione Pacer per l’Australia: sarà una “edizione limitata” e “prodotta a breve”, ma non sono stati rivelati ulteriori dettagli. La Chrysler Valiant Pacer originale è stata costruita ad Adelaide, rivolta ai fan delle muscle car che volevano andare veloce – beh, veloce secondo gli standard del 1969 – con un budget limitato. La potenza proveniva da un motore “Slant Six”, un sei cilindri in linea inclinato di 30 gradi che erogava 177 cv, accoppiato con un cambio manuale a tre velocità. L’equivalente moderna è molto più potente. C’è un motore HEMI V8 sotto il cofano, che pompa 475 cv e 637 Nm di coppia, collegato a una trasmissione automatica a otto velocità.

Chrysler 300 SRT Pacer: la storia

Il collegamento tra i due modelli è il colore della carrozzeria Wild Yellow, strisce laterali nere, calotte specchiate argento e luci rosse. C’è anche una salutare “contaminazione” dei badge Pacer 392. “Siamo entusiasti di dare vita a un‘interpretazione moderna di un classico australiano, la Chrysler 300 SRT Pacer“, ha dichiarato Guillaume Drelon, direttore Chrysler Australia.

Evidenziando i dettagli distintivi dell’originale, il tributo Pacer si ispira agli iconici spunti di design della celebre Valiant Pacer del 1969“. Dato che si basa sulla 300 SRT Core, sembra probabile che la produzione Pacer presenterà alcune sorprese come lo smorzamento adattivo, i sedili in pelle e la suite completa dei sistemi di sicurezza semi-autonomi di Fiat Chrysler. Chrysler elogia orgogliosamente il fatto che è “l’ultima berlina a trazione posteriore V8 economica disponibile ancora in Australia”, data la morte della produzione locale.

Chrysler Valiant operò tra il 1962 e il 1981 in Australia, producendo automobili per il mercato locale, sebbene fossero anche esportate in Nuova Zelanda, Sudafrica e in alcuni paesi del sud-est asiatico. Chrysler fu considerato parte di un ‘top three’ a fianco di Ford e Holden ad un certo punto, prima di terminare la produzione nel 1981, consegnando la sua attività di produzione a Mitsubishi.

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