Gruppo Fiat: accordo con Chrysler!!! (pag.7)

Re: R: Gruppo Fiat: accordo con Chrysler!!! (pag.7)

Utaliane [emoji3][emoji3][emoji3] opss
 
Snupy":1k93sr4a ha detto:
Veramente pensavo al wtcc ... girano voci che il montem lasci anche la ferrari ...

Ah scusa, in effetti non ci pensavo al wtcc.
Comunque Alfa Romeo e Ferrari non gareggiavano in categorie completamente differenti?
 
Il mio era un discorso economico , di gestione delle risorse . Non so se è un caso ma da quando montez è in ferrari le risorse sono via via aumentate x ferrari a discapito delle altre varie competizioni - rally , wtcc ecc -
Possibile che la skoda gareggia nei rally e granturismo con grande onore e fiat nulla ?
Sarò sempre un grande fan della ferrari ma perchè solo lei deve essere la portabandiera dell'italia motoristica ?
p.s. Dallara grande in usa x i telai indy :clap) ma è un 'altra cosa
 
Re: R: Gruppo Fiat: accordo con Chrysler!!! (pag.7)

Ok i discorsi sulle competizioni ma non dimentichiamo che in 30 anni e passa di gente lancia e alfa ce ne sono stati sempre meno fino al punto morto attuale dove l'azienda madre decide che la bravo domani sarà una paciosa delta e dopodomani una grintosa Giulietta.
Reparto corse ormai è solo Ferrari inoltre a dirla tutta, ritorni economici in ottica globale non c'è stata x lancia/alfa.
La realtà è che servono prodotti validi x emergere e non ricarrozzamenti dozzinali.


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Gabri84":2noechqc ha detto:
La realtà è che servono prodotti validi x emergere e non ricarrozzamenti dozzinali.

questo lo sanno, il problema in primis è che non hanno i soldi (i piani industriali servono solo ad attirare le allodole coi soldi per avere capitali disponibili), in secundis non hanno la coscienza di come si devono fare questi prodotti decentemente. Basta confrontare la gamma modelli della concorrenza ai vertici globali per capirlo.
 
Un nuovo mercato per FCA...l'Iran



Marchionne a cena con il premier iraniano Hassan Rouhani:

"Il premier iraniano Hassan Rouhani è giunto in Italia, tappa iniziale del suo viaggio ufficiale in Europa, e la sua prima giornata romana si concluderà con una cena alla quale prenderanno parte esponenti di spicco dell'industria nazionale. Lo scrive la Reuters, che annuncia la presenza di Sergio Marchionne all'appuntamento, in programma dopo il vertice Rouhani-Renzi iniziato alle 19.

Veicoli commerciali e bus in Iran. La partecipazione dell'ad Fca potrebbe essere il preludio alla sigla di un importante accordo, tramite il quale il Costruttore punta ad avviare in Iran la produzione di veicoli commerciali e bus, secondo l'agenzia. Dopo la revoca delle sanzioni Usa-Ue contro Teheran con l'accordo firmato il 16 gennaio, l'Iran torna sulla scena internazionale come un promettente partner commerciale, anche per le aziende italiane: secondo gli addetti ai lavori, le intese in discussione a Roma avrebbero un valore complessivo di 17 miliardi di euro.

Trattative già avviate. Fiat-Chrysler, come altri grandi Costruttori, guarda da tempo con interesse alla riapertura degli scambi con la repubblica islamica: lo aveva anticipato a chiare lettere lo stesso Marchionne a novembre, parlando di nuove opportunità per Fiat sul mercato iraniano all'interno di un quadro di stabilità. Le trattative per l'intesa, a quel punto, erano già in corso, come aveva annunciato l'agenzia di stampa di stato citando il ministro dell'industria Reza Nematzadeh.

Lontani da Teheran da quattro anni. La Fiat, va ricordato, aveva già raggiunto nel 2005 un'intesa con la Pars Industrial Development Foundation per la produzione locale di alcuni veicoli, ma poi quell'accordo non è mai effettivamente stato messo in atto. Il Costruttore, come gli altri grandi del settore, era poi uscito dal mercato iraniano nel 2012, allineandosi alle sanzioni occidentali per lo sviluppo del programma nucleare sotto la guida di Ahmadinejad."
 
Le ultime news di FCA da Londra dopo il CDA di ieri:

"Rivisti al rialzo i target finanziari. Le slides mostrano una revisione al rialzo di tutti i più importanti obiettivi finanziari al 2018, nonostante lo spin-off Ferrari. I ricavi passano a circa 136 miliardi di euro (da 129 miliardi del Business Plan presentato ad Auburn Hills il 6 maggio 2014), l'utile netto rettificato sale a 4,7-5,5 miliardi (da 4,5-5,3 miliardi), l'ebit adjusted a 8,7-9,8 miliardi (da 8,3-9,4 miliardi), l'attivo di cassa è stimato tra 4 e 5 miliardi (1,9-2,4 nella precedente formulazione).

Target più ambizioso per la Jeep. Il successo raccolto sul mercato americano (ma non solo) ha indotto Marchionne a rivedere al rialzo gli obiettivi di volume per il marchio Jeep: per il 2018 sono ora previste vendite globali per due milioni di vetture, rispetto al milione e 900 mila indicato dal piano 2014. In particolare, per quel che riguarda il mercato europeo, FCA stima per il 2018 circa 250 mila unità (contro le 119 mila dello scorso anno) mentre le vendite in Asia dovrebbero moltiplicarsi per cinque, grazie all'avvio della produzione in Cina sia della Renegade sia dell'erede di Patriot e Compass. Per quanto riguarda il nord America, confermato l'ingresso in gamma della large Suv Grand Wagoneer e di un pick-up su base Wrangler. L'erede dell'iconica 4x4 è prevista anche in versione ibrida.

Maserati: volumi non pervenuti, margini confermati. Per quanto riguarda invece Maserati, terzo pilastro globale della crescita del Gruppo, va segnalata l'assenza (come del resto nel caso di Alfa) di ogni riferimento ai volumi: sono spariti dalle schede i 75 mila esemplari inizialmente previsti per il Tridente. Una scomparsa che conferma le indicazioni più recenti che abbiamo raccolto dai responsabili del marchio, da mesi cauti sul fronte del target. Ciononostante, la dirigenza conferma la crescita dei volumi, grazie alla Levante, e l'obiettivo di margine per il 2018, che resta quello del 15% (come indicato nel piano di maggio 2014). Per i prossimi anni è previsto stabile il mercato cinese, sugli stessi livelli del 2015.

Nordamerica, quell'accenno a possibili sinergie. Gli spunti interessanti forniti dal dossier odierno sono numerosi: in merito alle possibilità industriali in Nordamerica, tra l'altro, Fca parla di "opportunità di partnership su compatte e medie". Un accenno sorprendente e per il momento di non facile interpretazione, considerato il naufragio dei contatti con Gm e l'assenza di voci su altri possibili accordi al di là dell'Atlantico.

Ibrido, dopo il "plug-in" anche il "mild" e il "full". Notevoli anche le novità sul fronte delle tecnologie per i prossimi powertrain: oltre al debutto delle nuove architetture globali small e medium per i motori a combustione interna (che arriveranno con la Giulia), vengono indicati per la prima volta i lanci del mild hybrid con impianto elettrico a 48 volt e quello del full hybrid, che andranno ad affiancare il plug-in hybrid introdotto dalla nuova Chrysler Pacifica. L'ibrido "mild" è destinato (dal 2018) a Ram 1500 e nuova Wrangler, e sempre il modello più identitario della gamma Jeep avrà l'onore di portare al debutto l'altra tecnologia. La Wrangler, inoltre, monterà anche un diesel, che potrebbe essere commercializzato anche negli Usa."
 
Parla direttamente Marchionne in conferenza stampa :OK) http://www.quattroruote.it/news/mercato ... nali_.html :OK)

Marchionne, "nel 2015 risultati fenomenali"

"Nel 2015 "abbiamo raggiunto risultati fenomenali". Ha esordito così il ceo group di FCA, Sergio Marchionne, nella conference call con gli analisti che ha fatto seguito alla presentazione dei dati di bilancio per lo scorso esercizio ed è servita a presentare la revisione del Business Plan al 2018. "So che qualcuno in questa conference call mi chiederà sul target di vendite di 7 milioni di unità al 2018" previsto dal piano presentato nel maggio del 2014, ha poi aggiunto Marchionne, ma "non è importante, siamo focalizzati sui nuovi target finanziari al 2018". Il ceo ha spiegato che il target di 7 milioni "si basava sulla visione del mercato che avevamo nel 2014. Poi abbiamo dovuto adeguare le nostre stime, in Brasile il mercato ha perso un milione di unità in 18 mesi".

La traversata del deserto. "Voglio darvi qualche motivo di conforto. Penso che abbiamo un controllo adeguato dello sviluppo strategico di questo difficile business per navigare in acque difficili. Negli ultimi due anni", ha sottolineato, "abbiamo creato un'organizzazione più difensiva e una struttura di capitale più duratura e abbiamo preso iniziative decisive per una cornice produttiva più adeguata rispetto a una domanda che cambia rapidamente. Dobbiamo riuscire ad attraversare il deserto e alla fine di questo viaggio saremo in una situazione migliore". Le slide di presentazione dell'aggiornamento del piano sono precedute, come al solito, da una frase ad effetto, stavolta attribuita a Mark Twain: "Le notizie sulla mia morte sono parecchio esagerate". Una frase che Marchionne ha commentato per confutare quelle cassandre (ha citato direttamente un noto analista statunitense) che vedono sempre nero sul futuro del mercato e del gruppo FCA.

Partnership in Usa per compatte e medie. Marchionne ha anche chiarito un punto delle slide a proposito delle vettore compatte e medie nel Nord America. Nei prossimi 18 mesi FCA, ha spiegato, "continuerà i contatti con i partner potenziali" che possano aiutare il gruppo a continuare a "coprire" questi segmenti, dal momento che la Dodge Dart e la Chrysler 200 potrebbero "terminare la loro corsa" nei prossimi anni, vista anchge la necessità di reindirizzare le fabbriche Usa per creare capacita produttiva addizionale là dove il mercatolo richiede (Jeep e Ram, in particolare).

Test emissioni uguali tra strada e laboratoio. I risultati dei test sulle emissioni condotti sui modelli FCA "su strada sono uguali a quelli in laboratorio", ha spiegato Marchionne,parlando agli analisti e riferendosi al Dieselgate. Il top manager ha detto poi: "faremo controlli random sui modelli per verificare che le norme siano sempre rispettate". Sempre a proposito delle norme antinquinamento, Marchionne ha ribadito che nel medio termine il 50% della flotta sarà ibrida (concetto già espresso a Detroit in occasione della presentazione della Chrysler Pacifica, la prima plug-in del gruppo), ma non ha mancato di far notare che al momento comprare crediti di Co2 costa meno che sviluppare motorizzazioni "pulite"."
 
almeno Marchionne è sul prodotto, non come i suoi predecessori che non sapevano nemmeno che macchina stessero progettando i tecnici visto che erano culo e camicia coi politici nei salotti romani..
 
L'Alfa si perde nella nebbia di Londra. La Fiom lancia un appello alla politica

«Chi si aspettava annunci clamorosi è rimasto deluso: Marchionne ha confermato quanto paventato da mesi, ovvero che il piano Alfa Romeo slitta e che fino al 2018, anno in cui si sarebbe dovuta completare tutta la gamma, saranno prodotti solamente due modelli, la Giulia e il Suv».


Il segretario provinciale della Fiom-Cgil Donato Gatti è severo nei confronti dell’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne e tuona: «A questo punto occorre un confronto con tutti i sindacati alla presenza non solo dell’azienda, ma anche delle istituzioni politiche regionali e nazionali».

Gli fa eco il braccio destro di Landini Michele De Palma che afferma: «Quali effetti avranno sull'utilizzo degli impianti presenti in Italia la decisione di posticipare il lancio di nuovi modelli a partire da quelli a marchio Alfa e cancellare l'obiettivo di produrre 7 milioni di veicoli, visto che oggi i lavoratori di Mirafiori, Grugliasco, Modena, Cassino e Pomigliano sono interessati dall'utilizzo di ammortizzatori sociali è il centro del confronto che dovrà tenersi. Sostenere che non c'è più l'obiettivo di 7 milioni di auto per il 2018 senza proporne uno nuovo rischia di compromettere il ritorno al lavoro di tutte le lavoratrici ed i lavoratori».

Ma se per i metalmeccanici della Cgil il bicchiere è mezzo vuoto, di tutt’altro avviso si dice il segretario della Fim-Cisl Mirko Marsella che al contrario evidenzia: «Avere un’azienda con i conti a posto è già di per sé un fatto strapositivo. Lo slittamento al 2020 del piano Alfa era prevedibile, per Cassino abbiamo però due grandi certezze che lo stabilimento e il territorio attendeva con ansia: tra poche settimane partirà la Giulia e il prossimo anno il Suv di medie dimensioni.

È probabile – continua Mirko Marsella – che le nuove produzioni di Giulia e del prossimo Suv Alfa Romeo assorbiranno totalmente la cassa integrazione nel sito pedemontano e avranno anche impatti di crescita occupazionale».
 
ADAN":82zq0vvu ha detto:
«i lavoratori di Mirafiori, Grugliasco, Modena, Cassino e Pomigliano sono interessati dall'utilizzo di ammortizzatori sociali»

«Avere un’azienda con i conti a posto è già di per sé un fatto strapositivo. »


si e intanto paghiamo noi, grazie eh :mad2)
 
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